Preparazioni citotossiche e chemioterapia: perché controllare ogni sacca
In oncologia, un piccolo scostamento di dose può incidere sia sull'efficacia sia sulla tollerabilità del trattamento. Cosa rende particolari i citotossici, cosa richiede la normativa e come mettere in sicurezza la preparazione fino al rilascio.

- I citotossici hanno un margine terapeutico ristretto: un sottodosaggio riduce l'efficacia, un sovradosaggio aumenta la tossicità.
- La loro preparazione segue i capitoli generali delle BPP e due linee guida: preparazioni sterili e sostanze pericolose.
- La SFPO raccomanda di controllare ogni preparazione, privilegiando i metodi analitici, gravimetrici o digitali.
- Il controllo analitico del prodotto finito verifica molecola, concentrazione e diluente prima del rilascio.
Cosa distingue i citotossici
I farmaci citotossici hanno un margine terapeutico ristretto. Un sottodosaggio riduce l'efficacia del trattamento, un sovradosaggio ne aumenta la tossicità. La dose è calcolata per ogni paziente (superficie corporea, peso, funzione renale, tollerabilità dei cicli precedenti) e può cambiare da un ciclo all'altro.
La loro preparazione è centralizzata in un'unità dedicata della farmacia ospedaliera, in isolatore o in cappa di sicurezza biologica, per proteggere sia il prodotto sia l'operatore. I volumi sono elevati e i tempi stretti: in day hospital, il paziente aspetta la sua sacca.
Perché è indispensabile un controllo rafforzato
Cosa dice la normativa
La preparazione di chemioterapie citotossiche iniettabili segue i capitoli generali delle Buone Pratiche di Preparazione, la linea guida 1 (preparazioni sterili) e la linea guida 2 (sostanze che possono presentare un rischio per la salute e l'ambiente). Come per ogni preparazione, la strategia di controllo deriva dall'analisi dei rischi.
Le raccomandazioni SFPO sono più precise: un controllo deve essere eseguito su ogni preparazione, ed è auspicabile sostituire il doppio controllo visivo con metodi analitici, gravimetrici o digitali (raccomandazione n. 17). Il controllo di rilascio dovrebbe basarsi il più possibile su queste nuove tecnologie (raccomandazione n. 41).
I metodi di controllo nella pratica
| Metodo | Cosa controlla | Limite principale |
|---|---|---|
| Doppio controllo visivo | Le fasi e i volumi prelevati, a vista | 3 errori di dose su 7 non rilevati in simulazione (Carrez et al., 2017) |
| Controllo gravimetrico | Le masse, e quindi i volumi aggiunti | Non conferma l'identità della molecola |
| Controllo video | Lo svolgimento della preparazione, registrato | Non misura la concentrazione finale |
| HPLC | Identità e concentrazione | Un metodo per molecola, un laboratorio dedicato, tempi difficili da conciliare con il rilascio continuo |
| Controllo analitico rapido (QCRx®) | Molecola, concentrazione e diluente, sul prodotto finito | Richiede l'acquisto del sistema |
Il controllo analitico in oncologia
Il QCRx® combina spettrofotometria UV-visibile e spettroscopia Raman. Da un campione della sacca finita, conferma molecola, concentrazione e diluente in meno di 70 secondi, poi archivia un report con marcatura temporale. La preparazione può essere rilasciata senza attendere un risultato di laboratorio.
Per i grandi volumi, la standardizzazione delle dosi permette inoltre un controllo differito per lotto, senza perturbare i flussi del day hospital. È l'approccio seguito dall'Ospedale Paris Saint-Joseph.
In un'unità di preparazione degli antitumorali, ogni sacca è una decisione di rilascio. Controllare il prodotto finito la trasforma in una decisione basata su una misura.
Domande frequenti
Perché controllare le preparazioni di chemioterapia?+
Il doppio controllo visivo è sufficiente?+
Quanto dura un controllo con il QCRx®?+
Il controllo analitico rallenta il rilascio?+
- ANSM, Buone Pratiche di Preparazione, edizione 2023 (decisione del 21 luglio 2023, in francese): linee guida 1 e 2
- SFPO, raccomandazioni 2019 sulla preparazione degli antitumorali iniettabili (n. 17 e n. 41)
- Carrez L. et al., J Oncol Pharm Pract, 2017: simulazione del doppio controllo visivo presso gli Ospedali Universitari di Ginevra